27 January 2005
Costruire con Benessere

L'intento del progetto è quello di realizzare quattro case bioclimatiche a basso consumo energetico, calde in inverno e fresche in estate utilizzando come materiale costruttivo il legno. Il progetto è “sperimentale”, nel senso che esplora a fondo una strada, quella del basso impatto ambientale ed energetico, di cui manca a livello italiano una casistica consolidata. Gli edifici sono dunque progettati in modo tale da coprire alcune casistiche tipo e da poter costituire modello monitorato per interventi futuri. Anche alla luce delle recenti bizzarrie climatiche ed energetiche, sembra ormai imprescindibile che un edificio sia progettato e costruito per funzionare con il sole ed il clima del luogo in cui è costruito; tuttavia un approccio attento al clima può produrre edifici molto diversi fra loro. Essendo nata nell’Europa centrale e di seguito importata in Italia la bioclimatica era all’origine concentrata sul guadagno termico dell’edificio nei mesi freddi e su un suo grande isolamento, fattori che concorrevano in modo principale al risparmio energetico. Figlia di quest’approccio è la cosiddetta “casa passiva” o “passive house”: altissimo isolamento e controllo rigoroso dei flussi d’aria interno-esterno (la casa è in pratica sigillata). La ventilazione è meccanizzata e passa attraverso scambiatori di calore che recuperano le calorie dell’aria uscente. Ne risulta un fabbisogno energetico ridottissimo, ma anche la necessità di adeguare lo stile di vita ad un’abitazione “chiusa” (anche se vetrata), in cui l’apertura di una finestra in determinate condizioni può mandare in tilt il sistema. Il trasferimento delle conoscenze acquisite a livello europeo alla situazione italiana pone in luce ulteriori problematiche. Il Nord Italia e nello specifico la Pianura Padana presenta, infatti, caratteri climatici più complessi poiché oltre ad inverni relativamente rigidi, ha estati molto calde e non presenta le brezze mitiganti delle località più propriamente mediterranee. Questo comporta che i classici edifici ad alto guadagno termico invernale possono comportare altrettanti grossi problemi di surriscaldamento estivo. Gli stessi dicasi per edifici ad alto isolamento ma a bassa inerzia termica: una finestra aperta in estate in una casa di polistirolo o legno, per quanto ben isolata, porterà subito la temperatura interna a pareggiarsi con la temperatura esterna, mentre un edificio massiccio di pietra con muri di grande spessore si mantiene fresco a lungo. Questo esempio fa capire l’importanza della massa termica e le linee progettuali seguite nelle case qui presentate. Nella situazione invernale diurna il guadagno termico delle giornate soleggiate delle serre a sud deve essere immagazzinato da una massa termica che è stata variamente posta all’interno delle case sulle superfici colpite direttamente dalla radiazione solare o influenzate dai moti convettivi. Fondamentale è stato calibrare correttamente il rapporto di superficie e di posizione tra la superficie vetrata e la massa termica per evitare clamorosi squilibri. Questa massa riscaldatasi durante il giorno cede il proprio calore durante le ore notturne come indicato nello schema. Importante è di notte bloccare l’irraggiamento freddo delle grandi superfici vetrate per evitare di disperdere quanto raccolto di giorno. Nei pomeriggi soleggiati di gennaio e febbraio questa casa dovrebbe raggiungere ad impianto spento i 25°C con temperature esterne intorno ai 0°C. Durante la notte la temperatura man mano scende ed entra in funzione l’impianto radiante misto (pavimento-radiatori). La situazione estiva è rovesciata. La progettazione ha qui mirato a proteggere le vetrate a Sud dall’esposizione diretta ai raggi solari mediante il calcolo dell’arretramento dei vetri e alla creazione del corretto sporto di gronda sopra le finestrature a sud. L’effetto albedo (guadagno termico dovuto alla riflessione indiretta della luce del sole) è schermata esternamente ai vetri. L’irraggiamento entrante dalle finestre a tetto delle serre è fermato invece dalle tapparelle esterne. Fondamentale il ruolo delle torrette d’aerazione, che innesca, lasciando aperte le finestre più in alto, un movimento convettivo d’espulsione dell’aria calda, assicurando una ventilazione naturale degli ambienti attraverso l’aria entrante dalle finestre poste a Nord e da condotti d’areazione appositamente predisposti che convogliano l’aria fresca dell’interrato. Tutta questa protezione serve per mantenere di giorno l’irraggiamento fresco della massa termica, mentre durante la notte quel po’ di calore accumulato dalla massa durante il giorno è asportato tramite la completa ventilazione Nord-Sud e l’irraggiamento freddo delle superfici vetrate guardanti la volta celeste. Il gran comfort ambientale così raggiunto è implementato dall’uso di materiali appropriati nelle varie posizioni e dalla tecnica degli impianti che fanno fronte ai ridotti fabbisogni energetici con un innovativo sistema ad ampie superfici radianti. Il risparmio energetico è spinto oltre dal recupero dell’energia geotermica per il raffrescamento estivo. L’attenzione al sito che la bioclimatica impone apre l’architettura ad un rapporto sinergico con l’ambiente, in cui tutte le potenzialità di un luogo sono esplorate e valorizzate. Nel caso di Mezzane le vetrate che captano il sole a sud/sud-est sono splendidamente affacciate sul panorama, con le terrazze a fungere da balconi sulla valle sottostante, mentre gli spazi della casa seguono ai diversi livelli il crescere della collina retrostante, fino al boschetto che protegge a nord le camere dai venti freschi invernali. Questo “spalmarsi” della costruzione sul terreno alla ricerca della stabilità termica della terra determina un ridottissimo impatto ambientale. Anche le torrette d’aerazione diventano piccole altane vetrate, luogo privilegiato per vista e solitudine; mentre, sotto, i grandi archi in pietra dei garage forniscono un solido appoggio alla leggerezza visiva delle costruzioni di legno sovrastanti, staccando il legno dalla terra.


Indietro